Sono previste due distinte sessioni:
Lunedì 21 aprile, a Pavia, presso il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria;
Martedì 22 aprile a Vigevano, presso la Sala dell'Affresco del Castello.
La presenza nel mercato globale di un protagonista così rilevante dal punto di vista economico e demografico come l'India non è indolore per i settori produttivi europei e, in particolare, per realtà locali, quali quelle presenti nella provincia di Pavia. Dotata di un apparato industriale che vanta una antica tradizione coloniale, l'India non ha replicato fedelmente le fasi del processo di sviluppo cinese, basato sin dall'inizio sullo sfruttamento dei vantaggi comparati nei settori labour intensive per poi spostarsi gradualmente verso aree produttive a maggior contenuto tecnologico. La struttura produttiva indiana si rivela, al contrario, abbastanza equilibrata, capace di conciliare la presenza di settori come quello dell'automobile e dell'acciaio, in cui l'India è ormai un global competitor (Tata e Mittal), con quello del tessile-abbigliamento, che occupa circa 35 milioni di addetti e insegue da vicino la Cina, senza trascurare quello dell'informatica in cui aziende quali Infosys e Wipro rappresentano l'eccellenza a livello tecnologico.
L'India, alla luce del crescente sviluppo del suo mercato interno, comincia a rappresentare però anche un'opportunità per le imprese che producono beni di consumo mentre è già una realtà positiva per le aziende produttrici di beni strumentali. Nel corso del 2007 l'India è stato il secondo mercato estero di sbocco dell'industria italiana delle macchine per l'area pelle; il primo mercato considerando le sole macchine per calzature tradizionali prodotte principalmente nell'area di Vigevano e della Lomellina. Negli ultimi due anni l'export italiano di macchine per calzature tradizionali verso l'India è cresciuto di oltre il 100%.
Comunicato Stampa
Assomac